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In questo editoriale ho voluto esplorare le sfumature emotive e identitarie che definiscono la condizione dei giovani creativi contemporanei. Nuance rappresenta quella zona intermedia e incerta in cui molti si ritrovano sospesi, uno spazio di transizione dove il desiderio di affermarsi si intreccia con la stanchezza di una società che richiede costantemente visibilità, efficienza e riconoscimento.
Il progetto nasce in continuità con il capitolo La lotta per il riconoscimento della mia tesi, in cui analizzo come l’iperproduzione di immagini e contenuti abbia trasformato la creatività in un atto performativo, spesso svuotato del suo valore autentico. In Nuance questi temi si traducono visivamente in atmosfere dense e colori contrastati che evocano la fragilità di una generazione sovraesposta ma invisibile, intrappolata tra desiderio di affermazione e paura di perdersi nel rumore collettivo.
Gli ambienti familiari ma decadenti, le pose introspettive dei soggetti e la scelta di capi provenienti da brand emergenti restituiscono un senso di vulnerabilità condivisa, la ricerca di un’identità capace di resistere alla velocità e al confronto costante.
La scelta di lavorare con designer indipendenti non è solo estetica ma simbolica, un gesto di riconoscimento verso una generazione che come me cerca spazio e voce in un sistema saturo di immagini e aspettative. È un atto di resistenza silenziosa che valorizza la ricerca autentica e la creatività ancora libera dalle logiche della produzione di massa.
Nuance diventa così una metafora visiva dello stato emotivo dei giovani creativi, presenti ma non riconosciuti, saturi di stimoli ma affamati di autenticità. Un invito a rallentare, a ritrovare la propria voce, a riappropriarsi della bellezza come gesto di resistenza.
Stylist, art director & set designer: IrinashkaP
Photographer: Federico Sorrentino
Make-up artist: Erica Ninnoli
Stylist Assistants:
Emma Tramelli
Mirco Pendin Pereyra
Giulia Colosio
Set designer assistant:
Lodovica Forte